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IL SEGRETO PER UNA VITA FELICE? È TUTTA UNA QUESTIONE DI SCHIENA!

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“La principale sfida del XXI secolo è: come prendere un corpo che è stato sviluppato per un mondo di 70.000 anni fa e adattarlo al mondo post-industriale in cui viviamo”

(Thomas W.Myers, 2007)

 

Il Low Back Pain o Lombalgia è un dolore avvertito nella regione posteriore della colonna vertebrale, nel tratto compreso tra il margine costale e la piega glutea. La lombalgia, è una delle patologie più diffuse dei paesi industrializzati. La sua incidenza massima si riscontra tra i 30 e i 50 anni ed è di fatto, una delle maggiori cause di assenza dal lavoro e di ricorso a visite medico-specialistiche.

La maggior parte degli studi sulla lombalgia, pongono l’attenzione sul dolore non specifico senza una patologia ben definita.

La lombalgia non è una malattia specifica, ma piuttosto una manifestazione che può essere causata da un gran numero di problemi di fondo con vari livelli di gravità. La maggior parte dei casi di lombalgia, tuttavia, non ha una causa chiara, ma si ritiene che possa essere il risultato di problemi muscolo-scheletrici non gravi, come distorsioni o stiramenti muscolari. L’obesità, il fumo, l’aumento di peso durante la gravidanza, lo stress, cattive condizioni fisiche generali, una scorretta postura e il sonno non sufficiente, possono essere fattori che contribuiscono al mal di schiena. L’elenco completo delle possibili cause includono poi, anche molte condizioni meno comuni.

Cosa fare quando il dolore persiste per più di 24 ore?

Sicuramente è il caso di porre attenzione sul nostro stile di vita. Analizzarlo dall’esterno e capire dove possono nascondersi quelle cattive abitudini che portano inevitabilmente a scatenare episodi più o meno acuti di dolore alla schiena. Le conseguenze poi si sa, si ripercuotono sulla normale vita quotidiana: sonno disturbato, meno attività fisica a causa del dolore percepito (con questo intendendo anche il semplice salire le scale anziché prendere l’ascensore, o parcheggiare più distanti dal posto di lavoro), ricorso a rimedi tampone con assunzione di farmaci antiinfiammatori o antidolorifici, e tutta una serie di conseguenze negative che si sviluppano a catena.

Da sempre la medicina tradizionale ha avuto la tendenza ad un approccio di tipo conservativo, trattando il paziente come soggetto passivo del suo stesso dolore, prescrivendo farmaci e inutili (se non dannosi) periodi di fermo.

Oggi per fortuna, le nuove linee guida tracciano uno scenario totalmente diverso, rivoluzionario se vogliamo, in cui il soggetto che soffre di lombalgia non è più passivo esecutore di prescrizioni mediche, ma attivo e cosciente protagonista del suo trattamento di recupero. Come diretto interessato, diventa anche il primo responsabile, conosce la sua colonna vertebrale, sa com’è fatta e come funziona e sa qual è il meccanismo che produce il dolore; usa correttamente la colonna vertebrale nelle posizioni e nei movimenti quotidiani; conosce ed esegue regolarmente gli esercizi utili per prevenire e combattere il dolore e colmare le proprie carenze di mobilità, di elasticità o di forza; per mezzo delle tecniche di rilassamento impara a gestire la propria ansia e le proprie tensioni.

In questo senso Back School è rivoluzionaria. La “Back School”, letteralmente tradotta “Scuola della schiena”, è sorta per insegnare tutto quello che serve per prevenire e curare il mal di schiena e la cervicalgia; non è una semplice ginnastica per il mal di schiena, ma una vera e propria scuola.

Obiettivo della Back School non è solo ridurre il dolore ma soprattutto rimuovere la causa che lo provoca. Siccome la maggior parte dei dolori è dovuta a insufficiente conoscenza della colonna vertebrale, posture e movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente, la Back School si prefigge di agire su questi fattori di rischio.

Il soggetto così preparato acquisisce un atteggiamento di fiducia con la capacità di autogestire i suoi problemi di salute attraverso un impegno personale e riuscendo così a rimpadronirsi di uno stile di vita sano, dinamico e diciamocelo, senza dolore la vita ti sorride un po’ di più.

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